Essere o non essere è una frase di valenza che interopera una profonda valutazione di sé tra le varie parti che compongono un’anima nei suoi componenti corpo, mente ed energia.
“Non essere” è in valenza in sé già espressione di mancanza e in primis mancanza di riconoscimento di sé.
Tale mancanza può determinarsi a vari livelli:
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Mancanza di riconoscimento di sé come anima e quindi identificazione terrena in aspetti comportamentali di valenza sociale. In questo ambito l’anima che non sa di essere anima si esprime secondo le credenze e i dettami sociali per poter essere e quindi significare e in tale contesto le attribuzioni sociali e quindi l’identificazione in appartenenza sociale diviene sinonimo di valore e quindi di espressione e riconoscimento di sé. Qui l’anima è sia in carenza di valore di sè sia di amore e lo ricerca di conseguenza all’esterno di sé.
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Riconoscimento come anima divina ma incapacità di espressione come tale. Saper di essere anima non comporta la realizzazione come anima ma può essere in valenza di conoscenza e quindi di studi che permettono di “comprendere” la natura delle cose e quindi anche in relazione alla nostra esistenza e a come essa è realizzata nelle componenti che la esprimono e le relazioni che ne conseguono. In questi casi si è studiosi di sé e quindi conoscitori di cose che spesso alimentano credenze e convinzioni sul funzionamento di sé e di DIO ma non vi è l’adeguata esperienza della realtà delle cose e quindi le anime vivono in presupposizione di verità e non in aderenza ad essa
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Riconoscimento e connessione della propria anima divina ma espressività non autentica in base al proprio comparto di credenze limitanti. Un’anima in connessione alta con se stessa ma in relazione alle credenze di come le cose debbono avvenire e poco incline a vedere le cose in modo differente dal proprio conosciuto, cioè anime segnate dalle esperienze di vita e quindi nel giudizio di se e degli altri. Ciò comporta da un lato la connessione con la propria anima e ritenendo quindi di amarsi agiscono in relazione al proprio sentire ma dall’altro si ha l’interpretazione delle informazioni in relazione ai propri convincimenti e quindi la profusione in sequenza, di azioni non consone in autenticità della propria anima divina ma ritenute tali dall’anima terrena che ritiene di essere in verità e in appartenenza a Dio nella sua espressione, senza sapere che è in appartenenza solamente a se stessa.
Prendere consapevolezza di ciò che significa “non essere” diviene rilevante per cercare un indirizzo di espressione in autenticità di se stessi a livello di anima alta ma non è esaustivo per poter manifestare se stessi come anima alta.
Ciò necessita in verità della esplicazione esaustiva di ciò che significa “essere”.
“Essere” non è semplicemente essere in quanto vivente in conoscenza di se come essere vivente ma essere conoscitore di sé come anima alta e del significato di essere anima alta in conoscenza e realizzazione di sé.
Tale processo di consapevolizzazione ed espressione si realizza in ANIMA e quindi necessita della conoscenza e della valenza di ANIMA e ANIMA è ANIMA di DIO, a cui tutti in alto siamo connessi come anime in quanto parte espressiva di DIO o in appartenenza a DIO.
Quindi solo se un’anima è in ANIMA è in grado di “essere”, in quanto è in espressione autentica di sé in quanto conoscente di sé e quindi la propria espressione è coerente con ciò che essa è.
Allora l’anima è in Unione di anime e in espressione o appartenenza a DIO e in realizzazione di sé autentica.
SamaEl
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